Diritti

I bisogni fondamentali delle donne e degli uomini come diritti indivisibili ed effettivamente esigibili; assunzione della “quota capitaria” come “programmazione finanziaria strategica”

Etica

Promozione dell’economia civile produttiva e responsabilità pubblica verso i beni comuni; assunzione dei parametri degli Indici di Sviluppo Umano

Lavoro

Dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, come forza creativa e creatrice di benessere, emancipazione e libertà

Ambiente

Sostenibilità dello sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili e del capitale sociale umano, animale e naturale

Partecipazione

Nuova consapevolezza della responsabilità politica delle persone e delle comunità verso i beni comuni, la libertà e la democrazia

Differenza

La consapevolezza della differenza per imparare dall’altra e dall’altro. Per superare l'ingiustizia ed il conformismo della parità formale.

Pace

La pace scelta come condizione irrinunciabile ed indispensabile del confronto e del conflitto. Per sconfiggere ogni violenza nel promuovere il cambiamento con le parole ed i comportamenti.

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L'ECONOMIA È CURA di Ina Praetorius, edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni

 

 
Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.   

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Per la prima volta a settembre le storiche Comunità per tossicodipendenti della Campania, tutte assieme, organizzano una conferenza per parlare di dipendenze patologiche ma anche di povertà, di migrazioni,  di carcere, di gioco d'azzardo. 

Gli Enti Ausiliari storici  con il loro coordinamento regionale (CEARC) e nazionale (INTERCEAR) hanno organizzato per il 29 settembre a Napoli la prima Conferenza del Mezzogiorno sulle dipendenze patologiche. Per la prima volta ci confrontiamo pubblicamente, in forte sinergia con i servizi pubblici e con una presenza autorevolissima di dirigenti e di responsabili politici della Campania, sul passato e sul futuro della nostra accoglienza, della nostra capacità di rispondere alle nuove domande di presa in carico. Sul difficile presente. Perché tutto è cambiato, dipendenze, consumi e povertà. 

Per la prima volta centinaia di operatori e operatrici sono assieme, identificandosi nel ruolo storico che hanno avuto e sul "che fare" di fronte alla globalizzazione del consumo di massa, alla riduzione del valore della sovranità degli Stati e dei governi nazionali, all'assenza di vigore e di ruolo istituzionale di quell'Europa sociale che sognavamo per dar forza ai diritti e rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni di ben-essere, alla complessità  delle relazioni, alla necessaria qualità della vita dei bambini e delle bambine.

Ci ritroviamo sommersi da nuove povertà, con le comunità di accoglienza ancora piene, mentre volevamo svuotarle in pochi anni, spesso supplenti passivi del carcere, a volte rassegnati. 

Volevamo parlare delle "persone" per non morire di "sostanze", volevamo gridare la giustizia  leggendo l'ingiustizia dietro il disagio, volevamo liberare la gioventù dalla costrizione e dalla povertà materiale e siamo schiavi, a volte come famiglie intere, del gioco d'azzardo promosso da una "grigia" iniziativa privata e non contrastato adeguatamente dallo Stato, mentre chiudono le librerie.

Siamo vinti da povertà immateriali difficili da contrastare senza una nuova idea di progresso e di civiltà. 

Volevamo scoprire la bellezza dei nostri giovani per aiutarli a ritrovare il piacere della vita in una nuova dimensione personologica e siamo, ancora più, vinti dai mali delle "doppie diagnosi". 

Eravamo figli di un dio minore e conquistammo dignità, poi, dimenticati da tutti, siamo diventati ancora ultimi fra i servizi e le risorse. 

Ora, con la Prima Conferenza del Mezzogiorno su Dipendenze e Globalizzazione del 29 settembre a Napoli, proviamo a dirci queste cose con "dignità e onore", quello della Costituzione, e ad affrontare questa crisi generale proprio dai luoghi dove la sofferenza è più complessa,  a volte finanche più indicibile.

Per la prima volta  a  settembre, proviamo a riscoprire il senso di quella "dignità di Comunità", che ci ha fatto essere sempre sulla frontiera sociale della disperazione e degli "ultimi fra gli ultimi", a "offrire speranza e futuro". Roba che non si ritrova facilmente nei manuali e nelle convenzioni formali ma che fonda la ragione costituente del nostro essere servizi integrati territoriali. Ancora oggi, nonostante tutto. 

Per la prima volta a settembre. 

 

 

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Manifesto del Turismo Culturale

Verità per Giulio Regeny

Presentazione "Acciuffare la Luna"

Brochure Mediterraneo Sociale

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