Diritti

I bisogni fondamentali delle donne e degli uomini come diritti indivisibili ed effettivamente esigibili; assunzione della “quota capitaria” come “programmazione finanziaria strategica”

Etica

Promozione dell’economia civile produttiva e responsabilità pubblica verso i beni comuni; assunzione dei parametri degli Indici di Sviluppo Umano

Lavoro

Dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, come forza creativa e creatrice di benessere, emancipazione e libertà

Ambiente

Sostenibilità dello sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili e del capitale sociale umano, animale e naturale

Partecipazione

Nuova consapevolezza della responsabilità politica delle persone e delle comunità verso i beni comuni, la libertà e la democrazia

Differenza

La consapevolezza della differenza per imparare dall’altra e dall’altro. Per superare l'ingiustizia ed il conformismo della parità formale.

Pace

La pace scelta come condizione irrinunciabile ed indispensabile del confronto e del conflitto. Per sconfiggere ogni violenza nel promuovere il cambiamento con le parole ed i comportamenti.

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L'ECONOMIA È CURA di Ina Praetorius, edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni

 

 
Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.   

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Lunedì, 18 Aprile 2016 06:30

Il vino da bere e da raccontare

Scritto da

     "Isca", il primo vino sociale fiano DOCG, è approdato alla cinquantesima edizione di VINITALY, la più importane manifestazione italiana sul vino. Un obiettivo raggiunto dopo tanto lavoro, incontri, relazioni, passione e con la costruzione di una solida rete che vede insieme pubblico e privato, mondo produttivo e no profit, istituzioni e terzo settore.

     Il Fiano di Avellino D.O.C.G. "Isca" è il prodotto più rappresentativo dell'agricoltura sociale promossa dalla Cooperativa Gea Irpina - Fattoria Sociale Isca delle Donne.

     La prima fattoria sociale della Regione Campania conta su diverse partnership: in primo luogo è parte della Società Consortile Mediterraneo Sociale che assieme alla CARITAS di Avellino ha sostenuto e sostiene gli startup imprenditoriali.

     Per la realizzazione di queste sue attività produttive e sociali ha partner, istituzionali e sociali, di grande prestigio: il GAL Partenio e il centro di Ricerca CREA con i quali ha avviato una interessantissima sperimentazione di coltivazione di fragole, Fondazione con il Sud e gli uffici UEPE per la gestione di borse lavoro di reinserimento sociale di persone detenute.

     La missione della fattoria Sociale è creare una sinergia di azioni per sperimentare buone pratiche di economia civile e di welfare di Comunità. Fare, cioè, inclusione attraverso sistemi produttivi locali che valorizzino il genius loci del territorio. L’adesione al Contratto di Fiume del GAL Partenio fa parte proprio della missione di protezione e valorizzazione del paesaggio naturalistico irpino e sannita.

     Il vino ISCA fiano docg è il risultato tangibile di questo sogno condiviso e realizzato. 

     Non è solo un vino però, come si dice nella campagna di comunicazione. Non sarebbe stato possibile raccontare tutto il mondo che una bottiglia di vino porta con sé in soli 10 centimetri di etichetta.

     Per questo GEA Irpina ha scelto di affidare la campagna di lancio del fiano ISCA alla Cooperativa Officinae ECS, altro interessante soggetto imprenditoriale della rete Mediterraneo Sociale.

     E allora la bottiglia portata al VINITALY ha assunto il valore aggiunto della storia sociale che la produce.

     Una strada più lunga, dunque, fatta di racconti ricchi di storie, di valori e di gusto, come la vita dei contadini e delle loro tradizioni.

     Non solo l'etichetta, ma una linea completa di packaging e brochures.

     Il gruppo di comunicazione di Officinae ECS ha voluto narrare i talenti di questo vino, con ironia e autenticità, rappresentare tutti i valori ricercati e perseguiti nel quotidiano lavoro in Fattoria miscelando sapientemente tradizione e modernità.

     GEA ha voluto comunicare anche che il bere bene impegna alla consapevolezza del gusto e alla conoscenza della fatica e dell’onestà che sta dietro un bicchiere di vino, al rispetto della filiera corta e etica, oltre, molto oltre il consumo di massa distruttivo delle persone e delle risorse naturali.

      Pare che la scelta abbia funzionato, tanto che Il Sole24ore ci ha annoverato tra i vini più strani nella sua COVER SPECIALE VINITALY. Molta stampa nazionale e locale ha segnalato questa storia originale di qualità di impresa e di relazioni. Molte istituzioni ci hanno sostenuto con entusiasmo come la Camera del Commercio di Avellino e la Coldiretti di Avellino. Abbiamo avuto i complimenti ed il sostegno dello stesso Presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca, presente a VINITALY. Un messaggio di solidarietà della Presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D’Amelio.

     Un ringraziamento particolare ai dirigenti e ai funzionari regionali dei Settori “Sociale” ed “Agricoltura” che ci seguono e ci orientano nell’ambito del Registro delle Fattorie Sociali.

      A tutti e a tutte il nostro grazie di cuore.

     La nostra bottiglia può anche apparire a prima vista “strana”, e prendere una prima pagina di autorevolissima stampa.

     Certo non ci facciamo abbagliare da questo piccolo, anche se significativo, successo. Siamo intanto molto incoraggiati anche dalla bella qualità di questo vino.

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brochure mediterraneo sociale

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